ItalianEnglishGerman
Joomla extensions and Joomla templates by JoomlaShine.com
"Storia mia non č pių" Stage di canto tammurriata e tamburello 4,5 e 6 gennaio 2008
There are no translations available

Associazioni culturali Radicanto e Manigold presentano

"Storia mia non è più"
Stage di tammurriata, canto e tamburello

Venerdì Sabato e Domenica 4, 5 e 6 Gennaio 2008 ore 10-13/17-20

SABATO SERA GRANDE FESTA CONCERTO con i docenti e gli allievi
Gli stage si svolgeranno nella Masseria Ospitale, splendido agriturismo nei pressi di Lecce sulla Strada Provinciale Lecce - Torre chianca, km 5

Costo: 100 Euro TUTTO COMPRESO (stage, cena, pernottamento e prima colazione)
60 Euro solo un singolo stage (senza pernottamento)

Docenti:
Maria Rosaria Nocera (tammurriata)
Fabrizio Piepoli (canto)
Vito De Lorenzi (tamburello)

Per informazioni e iscrizioni:
347.5468393 0832.351977
e-mail: This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it   --------------------------------------------------------------------------------
Venerdì 4 (h17-20) Sabato 5 (h10-13 e 16-19)
STAGE DI BALLO SUL TAMBURO "TRA TRADIZIONE E MODERNITA'"
Lo stile dell'ultima generazione diretto da Maria Rosaria Nocera
La Tammurriata e la Pizzica, i momenti coreutico-musicali più significativi delle feste del meridione sono una forma congiunta di suono, canto e ballo.
Il cantare è detto: " canto sul tamburo", Il ballare è detto: "ballo sul tamburo", ingrediente fondamentale.l'ascolto e l'osservazione.
IL CONTINUO RINNOVARSI DELLA DANZA "Questa danza, come questo corso, mette in evidenza tanto il passo, l'esecuzione, quanto il momento complessivo in cui si unisce danza, suono e canto. La danza non è codificata, ma è un continuo relazionarsi al partner, all'altro, con uso diretto e immediato del corpo. Tale relazione fa in modo che ci sia un continuo rinnovarsi della danza. Quindi, la tammurriata è sempre qualcosa di nuovo. Se io ballo con una persona o con un'altra, viene fuori un ballo diverso, che, altro non è che l'espressione di quelle due persone"

Maria Rosaria Nocera è nata a Pagani (Sa) e da quindici anni si occupa di ricerca e riproposizione delle tradizioni vive campane, con particolare attenzione alla didattica ed alla pratica della danza sul tamburo, del canto e della tammorra. Danza unendo grazia e forza, tradizione e modernità ha lavorato con la Real World di Peter Gabriel curando la direzione dello stage di tammurriata in occasione del Womad Festival di Reding in Inghilterra e partecipando alla realizzazione del cd "Aneme Perze" (Spaccanapoli), incidendo un suo brano per sola voce e tamburo "Palummiello"; Ha collaborato alle riprese del film "Songs Under a Big Sky" con la National Geographic Television a Washington (U.S.A), come esperta delle danze tradizionali campane. In Italia ha partecipato alla produzione dell'Opera "Luisa Miller" presso il Teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione del regista Gabriele Lavia. Attualmente cura laboratori didattici per L'A.S.L. di Castellammare (Na) presso il centro di salute mentale di Pompei.

--------------------------------------------------------------------------------
Venerdì 4 (h17-20) Sabato 5 (h10-13 e 16-19)
STAGE DI TAMBURELLO
condotto da Vito De Lorenzi
In ogni parte del mondo esiste un "tamburo" che ha caratteristiche e funzioni diverse a seconda della provenienza. Il tamburo è stato il primo strumento musicale inventato dall'uomo e poteva avere funzione di:
-comunicazione con una divinità durante un rito.
-comunicare tra due o più villaggi relativamente vicini, utilizzando precisi codici.
-animare momenti di festa, comunione, ecc.

Quelli di cui lo stage si occupa sono i "tamburi a cornice", in cui il rapporto tra superficie battente (pelle) e cornice (fusto su cui la pelle è tesa) è a favore della prima. Il tamburello è uno strumento che offre molte possibilità di ritmiche grazie alla versatilità e poi "tamburello" non significa solo pizzica salentina ma anche tarantella del Gargano, tarantella calabrese, salterello abruzzese, montemaranese, tammurriata, ecc. Ogni tarantella ha una tecnica di base che verrà affrontata in maniera specifica.

Vito De Lorenzi Nasce a San Cesario di Lecce il 12 luglio 1977, vive a Lequile (Le). Approfondisce lo studio dei tamburi a cornice con i maestri Alfio Antico, Arnaldo Vacca e Nando Citarella. Con Manigold incide il CD "Tracce di Sud" prodotto e distribuito dall'etichetta Finiterrae di Roma; con Tabulè (trio di musica etnica) alcune tracce del CD "Marie Merci" prodotto e distribuito dalla C.N.I. Collabora con l'Orchestra della Provincia di Lecce al progetto Pizzica Sinfonica del Maestro Piero Milesi, dove è solista nella parte "Le voci della terra" per tamburello e orchestra. Nel 2003 è percussionista nel CD "Jentu" dei Nidi d'Arac prodotto da V2 e distribuito da Sony Music. Inizia a collaborare con Gianfranco Salvatore ad un progetto di musica jazz-pop-rock chiamato Anima di cui è disponibile un CD live intitolato "la notte della taranta". E' docente del corso propedeutico di tamburi a cornice nella Scuola di Musica Popolare del Conservatorio Tito Schipa di Lecce, ideata dal Prof. Daniele Durante. Nel 2004 conduce numerosi stages di percussioni a livello nazionale ed europeo. Inizia a collaborare con Teresa De Sio e registra nel CD "A Sud a Sud" prodotto da Maria Laura Giulietti e Teresa De Sio e distribuito dalla Venus. Nel 2005 incide il suo disco "Nuove Ronde". E' attualmente impegnato in attività concertistiche con: Teresa De Sio, Mayis.

--------------------------------------------------------------------------------
Domenica 6 (h10-13.30 e 15.30-18.30)
STAGE DI CANTO the circle sound
la voce e il suo doppio
trainer: Fabrizio Piepoli
"Noi siamo il flauto, e il suono che è in noi è da te;
siamo montagne impervie e l'eco è quello della tua voce."
(Gialâl ad-Dîn Rûmî)Un percorso esplorativo sulla vocalità aperto a cercatori di suoni, musicisti e non, disposti a travalicare il concetto di canto come "fonazione cantata" finalizzata alla produzione di "bel canto" eseguito da "belle voci": come attraverso una cassa di risonanza l'aria ci percorre e percuote, e nella fucina del corpo si fa suono consapevole.
Non si impara a cantare (addizione di sapere), piuttosto si disimparano (sottrazione) tensioni, meccanismi psico-fisici inibenti, false concezioni intellettuali che col tempo hanno creato abitudini sclerotizzate, si ritorna a creare spazio, elasticità, affinchè il respiro possa risuonare e in questo senso farsi canto (ritrovare il proprio suono-voce naturale).
Il lavoro è incentrato sulla presa di coscienza come unicum della catena di eventi interni "respirazione-appoggio-risonanza", radice dell'emissione cantata, e fa uso della polifonia come evento aggregativo delle singole voci-suoni, attraverso cui lo strumento voce impara a produrre ritmo, prima ancora che melodia, pulsazione, prima ancora che intonazione.
L'idea di circolarità del suono che tende all'infinito è la risultante dell'incontro 'animico' delle voci nella prassi poli-fonica. Una e-vocazione e-statica ('uscita' dal sé) e nel contempo in-vocazione (ricezione nel sé, assorbimento) del 'divino' inteso come vibrazione universale, che è forza mimetica (adesione al tutto) e rito celebrante della vita.
Dai complessi intrecci della polifonia pigmea centro-africana alle possibilità elettroniche di duplicazione infinita del suono (looping), la voce, con la sua urgenza di espandersi, partecipa al ritmo creativo dell'universo. Le voci operano creando e intrecciando cellule ritmico-melodiche, come elementi di un organismo vivente e in espansione.
Ogni possibile suono, ogni sfumatura laringea, ogni risonanza corporea è accolta in questo procedere creativo: amplificato inizialmente nel e dal corpo fisico, il suono si ultra-amplifica elettronicamente nel corpo cibernetico, trovando nuove esaltanti possibilità di crescita.
Il percorso didattico, partendo dalle suggestioni degli stili di canto inerenti ad alcune delle tradizioni musicali del mediterraneo (cristiano-bizantina, antica, arabo-andalusa, balcanica), mira alla ricerca di libertà della prassi improvvisativa, in cui ogni voce è insieme parte organica e oltrepassamento della creazione collettiva. Fabrizio Piepoli. Musicista e insegnante vive e lavora a Bari. Suona stabilmente con i gruppi Radicanto, Tabulè, Ensemble Sefaràd in qualità di vocalist, polistrumentista e compositore di musiche per teatro, cinema e televisione.
Ha approfondito lo studio del canto con:Rosanna Santa Maria (improvvisazione di matrice jazz ed etnica), Anibal Bugoni (polifonia di stampo classico), Gianni De Gennaro (canto romano antico e gregoriano, monodia e polifonia medievale).
Studia da anni le tradizioni musicali del mediterraneo e la monodia e polifonia antiche, specializzandosi in particolare nell'esecuzione del repertorio ebraico-sefardita, e medievale-spagnolo.
Annovera collaborazioni con: Raiz, Teresa De Sio, Ensemble Calixtinus, Michel Godard, Ensemble Micrologus, Mohssen Kasirossafar, Jamal Ouassini e orchestra arabo-andalusa di Tangeri, Eugenio Colombo, Roberto Ottaviano, Mario Salvi.
www.myspace.com/fabriziopiepoli
www.myspace.com/ensemblesefarad
Il lavoro si articola attraverso le seguenti fasi:
- tecniche di risveglio della voce
-Postura: lavoro sull'allentamento delle tensioni psico-fisiche, responsabili della "qualità" dell'emissione cantata.
-Respirazione: la funzione delle muscolature antagoniste diaframmatico-addominali nella dinamica respiratoria (appoggio e sostegno).
-Emissione: laringe, faringe, 'maschera' ovvero la fucina timbrica del suono. Il corpo come cassa ri-sonante.
-L'emissione delle 'armoniche' ,l'uso delle 'false corde', il colpo di glottide: la laringe come 'synth naturale'.
- improvvisazione ritmico-melodica: verso una nuova didattica del solfeggio
l'uso "percussivo" dello strumento-voce (dai Pigmei aka al 'beatbox'): creazione di cellule poli-ritmiche e melodiche, sovraicise in tempo reale utilizzando una Loop-machine.
- guida all'ascolto "Alle radici del canto. e oltre"
-la vocalità nelle tradizioni del mediterraneo: cristiano-bizantina, arabo-andalusa, africana, mediorientale, balcanica, polifonia antica.
-La sperimentazione vocale attraverso i generi: rock, jazz, classica contemporanea, pop, elettronica.
- studio esecutivo di una partitura polifonica: La voce crea il brano, non lo esegue.
L'improvvisazione sul 'canto dato': dall'organum 'gregoriano, alla prassi rinascimentale della 'diminuzione'. La prassi melismatica nella tradizione del canto sacro (e profano) antico occidentale come tecnica ex-statica.
Uso della Loop-machine. 
 
< Prev